
Ogni tanto mi capita, qui al lavoro, di non poter resistere alla tentazione (forse importuna) di correggere gli altri mentre parlano in... vediamo un po'... inglese? Beh, mica tanto. Italiano? Se vogliamo chiamarlo italiano! Il fatto è che udire certe espressioni scatena nel mio cervello lo stesso effetto delle unghie che graffiano una lavagna: qui molti si riempiono la bocca con paroloni che dell'inglese hanno solo il vezzo, ma che sono autentici orrori linguistici.
Esempi: "Quel trasmettitore deve essere deliverato entro venerdì". Capito il meccanismo? Delivery = consegna, quindi vuol dire consegnato.
E ALLORA CAZZO PERCHÉ NON DICI CONSEGNATO?
Ancora: "I test elettrici sono schedulati per metà aprile". To schedule (sarebbe "mettere in calendario") = potremmo dire sono previsti per, o no?
E infine, la peggiore di tutte: "Sulla riuscita delle prove termiche, siamo abbastanza confidenti". To be confident = essere fiduciosi. Quando dicono così, invariabilmente rispondo: "della Polizia?"
Ma chi parla così non è nemmeno capace di cogliere l'ironia, nemmeno quando dici loro la classica: "Mi scuso se la mia ignoranza non è pari alla Sua, ma..."
Insomma, Nanni Moretti dice in un suo film che “le parole sono importanti” , e io condivido fermamente quest’affermazione, ma Nanni Moretti è Nanni Moretti, se invece lo dico io passo per un pignolo saccente.